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Politica Nazionale 🔎 Radar Campania · Inchiesta n.6 · Caserta e Agro Aversano, una provincia mai raccontata da questa rubrica

Fuori dal
perimetro

Uno studio universitario ha misurato solventi clorurati oltre i limiti di legge nelle acque sotterranee di quattordici comuni campani, distribuiti su quattro province. Il valore più alto è in provincia di Caserta. Ma la questione che si apre non è il picco: è che quattro di quei comuni stanno fuori dal perimetro dei novanta della Terra dei Fuochi — e quindi fuori dal sistema di monitoraggio che da quel perimetro discende.

📅 31 agosto 2026  ·  🕐 Lettura: ~6 minuti  ·  📊 Fonti: Università Federico II di Napoli, ARPAC, Regione Campania, ASL Caserta, ANSA, Commissione parlamentare d'inchiesta (link a piè di articolo)  ·  Prima gli Ultimi

Tra il 2023 e il 2025 un'analisi condotta dall'Università Federico II di Napoli su una cinquantina di punti di prelievo ha rilevato concentrazioni di solventi clorurati oltre i limiti di legge nelle acque sotterranee di quattordici comuni campani. Il valore più alto è stato misurato in un pozzo di Villa Literno, in provincia di Caserta.1

Questa rubrica ha già raccontato, l'11 agosto, la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo sulla Terra dei Fuochi e il suo percorso di attuazione: chi cerca quel quadro lo trova nell'articolo linkato in nota, e qui non lo ripetiamo.A Quello che raccontiamo oggi è un'altra cosa, mai comparsa in questa rubrica: la distanza tra dove arrivano i solventi e dove arriva la mappa che dovrebbe inseguirli.

La Terra dei Fuochi, per la definizione amministrativa che regge il monitoraggio pubblico, è un elenco: novanta comuni, cinquantasei in provincia di Napoli e trentaquattro in provincia di Caserta. I solventi misurati dallo studio quell'elenco non lo conoscono. Compaiono anche a Montoro, nell'Avellinese, e a Scafati, Angri e Sarno, nel Salernitano: quattro comuni che restano fuori dal perimetro, e quindi fuori dal quadro di monitoraggio e di obblighi che il perimetro porta con sé.

14 i comuni con superamenti rilevati dallo studio, distribuiti su quattro province: Caserta, Napoli, Salerno e Avellino
4 fuori i comuni coinvolti che si trovano fuori dal perimetro dei novanta della Terra dei Fuochi: Montoro, Scafati, Angri, Sarno
90 i comuni del perimetro storico (56 in provincia di Napoli, 34 in provincia di Caserta), circa 3 milioni di residenti
giu 2026 la Commissione parlamentare d'inchiesta chiede un'indagine regionale che vada oltre i novanta comuni

I fatti

  1. L'analisi dell'Università Federico II di Napoli, condotta tra il 2023 e il 2025 su circa cinquanta punti di prelievo, ha misurato a Villa Literno concentrazioni di tetracloroetilene (PCE) fino a 24,00 mg/L, a fronte di un limite di legge indicato dallo stesso studio in 1,1 mg/L: circa ventidue volte il valore consentito. In un altro punto d'acqua dello stesso comune, in prossimità di una scuola, il valore rilevato è pari a circa il triplo del limite.1
  2. Secondo quanto riportato dall'agenzia ANSA, i comuni interessati da superamenti sono quattordici: Villa Literno, Aversa, Casal di Principe, Casapesenna, Castel Volturno e Succivo in provincia di Caserta; Acerra, Giugliano in Campania, Boscoreale e Striano in provincia di Napoli; Scafati, Angri e Sarno in provincia di Salerno; Montoro in provincia di Avellino.3,2
  3. Il perimetro della Terra dei Fuochi, come indicato dall'agenzia regionale per l'ambiente sul proprio sito istituzionale, comprende novanta comuni delle sole province di Napoli e Caserta — cinquantasei e trentaquattro — per circa tre milioni di residenti.6 Ne consegue che i quattro comuni coinvolti in provincia di Salerno e di Avellino non rientrano in quel perimetro né nelle attività di monitoraggio che vi sono associate.
  4. A maggio 2026 la Regione Campania ha chiesto alle aziende sanitarie di attivare "verifiche integrate sanitarie, ambientali, veterinarie e di filiera", coinvolgendo l'agenzia regionale per l'ambiente e l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale.3 Gli esiti di quelle verifiche, comune per comune, non risultano fra i documenti pubblicati sui canali istituzionali che abbiamo consultato: renderli disponibili è la prima delle leve d'azione qui sotto.
  5. L'azienda sanitaria di Caserta ha precisato che i superamenti riguardano le acque di falda profonda e non la rete idrica pubblica, definita "costantemente monitorata e sicura", e ha avviato dall'8 maggio 2026 un progetto dedicato di screening sanitari gratuiti per la popolazione di Villa Literno, con monitoraggio della filiera alimentare e zootecnica.4
  6. Nella relazione di giugno 2026 la Commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti ha definito "molto preoccupante" la situazione delle falde acquifere in Campania e ha chiesto un'indagine regionale complessiva che vada oltre i novanta comuni.5

Perché è una questione di giustizia sociale

La distinzione fatta dall'azienda sanitaria è importante e va tenuta ferma: l'acqua del rubinetto, quella della rete pubblica, è sottoposta a controlli continui. Il problema riguarda la falda e i pozzi privati. Ma è proprio lì che la questione diventa sociale, perché al pozzo privato non ci si arriva per scelta: ci si arriva quando la rete non c'è o non è ancora arrivata, quando si abita in una zona periurbana o agricola, quando si coltiva un orto o si tengono quattro animali. Il pozzo è una risorsa di chi ha meno alternative, e non ha alle spalle il sistema di controlli continui che protegge l'acquedotto.

Il secondo punto è il perimetro. Nei novanta comuni esiste un'infrastruttura pubblica costruita negli anni: un'agenzia regionale che monitora, una struttura commissariale, una piattaforma informativa in costruzione, una sentenza europea che fissa scadenze e un organismo internazionale che chiede conto. Nei quattro comuni fuori dal perimetro, nulla di tutto questo si applica automaticamente. Davanti allo stesso solvente, un residente di Sarno e uno di Acerra hanno a disposizione strumenti diversi. Non perché qualcuno abbia sbagliato: perché quel perimetro è stato disegnato su un fenomeno che allora si misurava in roghi e discariche di superficie, e la falda si muove secondo la geologia, non secondo i confini provinciali. È esattamente il punto su cui la Commissione parlamentare d'inchiesta ha chiesto di andare oltre.

Chi porta il costoChi ha la competenza di decidere
Le famiglie che si approvvigionano da pozzi privati, fuori dalla rete idrica pubblica e dai suoi controlli continui Regione Campania — monitoraggio delle acque sotterranee e coordinamento delle verifiche
I residenti dei quattro comuni coinvolti che si trovano fuori dal perimetro dei novanta Governo e Parlamento — definizione del perimetro, delle risorse e degli obblighi di monitoraggio
Chi coltiva o alleva su piccola scala in prossimità dei punti di prelievo con superamenti Aziende sanitarie, agenzia regionale per l'ambiente, Istituto Zooprofilattico — verifiche e sorveglianza

Attori

Regione Campania, con la direzione generale per la Sanità e l'assessorato all'Ambiente. Le aziende sanitarie territoriali, l'agenzia regionale per la protezione ambientale e l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, incaricati delle verifiche integrate. I quattordici Comuni interessati. La Commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, che ha posto la questione dell'ampliamento dell'indagine. L'Università Federico II di Napoli, come istituzione di ricerca autrice delle analisi. Comitati locali e realtà associative seguono la vicenda sul territorio, ma per policy editoriale questo giornale non ne riporta i nomi.

⚙️ Leve d'azione, con scadenze precise

  1. Accesso civico generalizzato (D.Lgs. 33/2013) alla Regione Campania e all'agenzia regionale per l'ambiente, per ottenere e rendere pubblico l'esito delle verifiche integrate avviate a maggio 2026, comune per comune. La pubblica amministrazione è tenuta a rispondere entro 30 giorni dalla richiesta.
  2. Richiesta di estensione del monitoraggio ai quattro comuni fuori perimetro — Montoro, Scafati, Angri, Sarno — da indirizzare alla Regione e ai gruppi parlamentari campani, richiamando la richiesta già formulata dalla Commissione parlamentare d'inchiesta nella relazione di giugno 2026. È la leva più solida, perché non chiede una valutazione politica: chiede l'attuazione di quanto un organo parlamentare ha già scritto.
  3. Prima della riapertura delle scuole, il 15 settembre 2026: richiesta agli istituti scolastici dei comuni interessati sulla fonte di approvvigionamento idrico utilizzata e sulla data dell'ultima verifica. È un'informazione che le famiglie hanno diritto di conoscere e che si ottiene con una domanda scritta.
  4. Richiesta ai Comuni interessati della mappa dei punti di prelievo con superamenti ricadenti nel proprio territorio, per capire quante utenze private siano potenzialmente interessate e attraverso quali canali l'informazione raggiunga chi usa un pozzo.

Da tenere d'occhio

Tre cose meritano di essere seguite nei prossimi mesi. La pubblicazione degli esiti delle verifiche integrate avviate a maggio, comune per comune. Il seguito che verrà dato alla richiesta della Commissione parlamentare d'inchiesta di estendere l'indagine oltre i novanta comuni.5 E il calendario europeo sulla Terra dei Fuochi, di cui questa rubrica ha già scritto l'11 agosto, con il riesame del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa fissato per marzo 2027.A

📐 Nota metodologica: cosa questo articolo afferma e cosa non afferma

Prima gli Ultimi utilizza esclusivamente fonti istituzionali e stampa professionale registrata. In questo articolo non compare alcun nome di persona fisica, di società o di associazione: gli enti sono citati come istituzioni, non attraverso chi ne ricopre le cariche.

Questo articolo afferma che uno studio universitario ha misurato determinati valori nei punti di prelievo indicati, che i comuni interessati sono quattordici in quattro province, che quattro di essi non rientrano nel perimetro dei novanta comuni come definito dall'agenzia regionale per l'ambiente, e che un organo parlamentare ha chiesto di estendere l'indagine. Ogni affermazione ha in nota il link alla fonte da cui è tratta.

Questo articolo non afferma che qualcuno abbia tenuto una condotta illecita, negligente o omissiva: l'origine della contaminazione non risulta accertata dalle fonti consultate, e nessun passaggio attribuisce responsabilità — di alcun tipo — a persone, uffici o amministrazioni. Non afferma che l'acqua sia stata bevuta o utilizzata, né che vi siano stati effetti sanitari: nessuna delle fonti consultate lo documenta. Non afferma che verifiche, comunicazioni o provvedimenti non siano stati adottati: dove scriviamo che un atto non risulta pubblicato, intendiamo esattamente questo — che non lo abbiamo trovato pubblicato — e non che non esista.

Due limiti dichiarati. Primo: l'unità di misura riportata (mg/L) è quella utilizzata dalla fonte giornalistica consultata e non è stata verificata su un documento di laboratorio pubblico; per questo indichiamo anche il rapporto rispetto al limite, che resta valido a prescindere dall'unità. Secondo: abbiamo deliberatamente lasciato fuori da questo articolo la ricostruzione dei tempi amministrativi — quando ciascun ente abbia ricevuto, valutato o trasmesso i dati. Circolano al riguardo ricostruzioni di stampa, ma senza i relativi atti non è possibile stabilire né i passaggi né le ragioni delle tempistiche, e riportarli parzialmente produrrebbe un'insinuazione, non un'informazione. Se e quando quegli atti saranno pubblici, ne scriveremo.

Qualunque ente o soggetto citato in questo articolo, anche indirettamente, che ne ritenga inesatto un passaggio può scrivere a carmine.supino.74 - at - gmail.com: pubblicheremo la rettifica o la replica con lo stesso rilievo dato al testo originale, e con la stessa evidenza grafica.

🔗 Note e fonti puntuali

  1. [Stampa professionale registrata, su studio universitario] Fanpage, 7 maggio 2026: valori misurati nei punti di prelievo di Villa Literno, limiti di legge indicati (1,1 mg/L PCE e 1,5 mg/L TCE), termini delle verifiche regionali: fanpage.it
  2. [Stampa professionale registrata] PuntoAgroNews, 6 maggio 2026: elenco dei comuni per provincia e data di trasmissione dello studio alla direzione regionale: puntoagronews.it
  3. [Agenzia di stampa] ANSA, 6 maggio 2026: quadro dei comuni coinvolti nelle quattro province e richiesta di verifiche integrate della Regione Campania: ansa.it
  4. [Agenzia di stampa] ANSA, 7 maggio 2026: precisazione dell'azienda sanitaria sulla sicurezza della rete idrica pubblica e avvio del progetto di screening: ansa.it
  5. [Agenzia di stampa, su relazione parlamentare] ANSA, 24 giugno 2026: relazione della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e richiesta di un'indagine oltre i novanta comuni: ansa.it
  6. [Fonte istituzionale] Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania, pagina ufficiale "Terra dei Fuochi": perimetro dei novanta comuni (56 in provincia di Napoli, 34 in provincia di Caserta), circa 3 milioni di residenti, attività di monitoraggio: arpacampania.it
  7. [Prima gli Ultimi] Per la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo del 30 gennaio 2025 e il suo percorso di attuazione presso il Consiglio d'Europa: L'acqua di Acerra e i conti che non tornano, Radar Campania n.1, 11/08/2026
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