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Politica Nazionale 🔎 Radar Campania · Inchiesta n.9 · Disabilità e accessibilità, un tema mai trattato da questa rubrica

Il piano c'è dal 1986.
La scuola accessibile no.

In Campania solo il 30% delle scuole è accessibile per chi ha una disabilità motoria — tra le percentuali più basse d'Italia. Il piano che ogni Comune dovrebbe avere per eliminare le barriere architettoniche è obbligatorio dal 1986: tra i cinque capoluoghi di provincia, oggi, ce l'ha solo Salerno. Sugli altri circa 545 Comuni della regione — dove vive la maggior parte dei campani — non esiste nemmeno un dato pubblico su chi lo abbia fatto e chi no. Proprio in questi giorni la Regione ha aperto un bando da 1,2 milioni di euro, aperto a tutti i Comuni, per finanziare gli interventi.

📅 15 settembre 2026  ·  🕐 Lettura: ~9 minuti  ·  📊 Fonti: ISTAT, Regione Campania, ANSA (link a piè di articolo)  ·  Prima gli Ultimi

Secondo l'ultimo report ISTAT sull'inclusione scolastica, in Campania sette scuole su dieci non sono accessibili per gli studenti con disabilità motoria: semplicemente entrare nell'edificio, muoversi nei corridoi, usare un bagno, raggiungere ogni piano non è possibile.1 Non è un problema di una città in particolare: è un dato regionale, vale per Napoli come per il paese più piccolo dell'Irpinia.

C'è una legge che dovrebbe evitare tutto questo, e non è recente: da quarant'anni ogni Comune italiano è tenuto ad avere un Piano per l'Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), che censisce edifici pubblici, scuole comprese, e programma nel tempo la rimozione degli ostacoli.2 Un monitoraggio indipendente sui 118 Comuni capoluogo di provincia italiani, ripreso dall'agenzia ANSA, ha verificato quanti di questi piani esistono davvero: a livello nazionale solo il 36,4% dei capoluoghi ne ha adottato uno.2 In Campania, tra i cinque capoluoghi — Napoli, Caserta, Salerno, Avellino, Benevento — uno solo, Salerno, risulta con un piano, e nemmeno approvato fino in fondo: solo con delibera di Giunta, non ancora passato in Consiglio comunale.3

Questo articolo riguarda due cose diverse, ed è importante non confonderle. La prima è un dato verificato: tra i cinque capoluoghi di provincia della Campania, solo Salerno ha un piano per eliminare le barriere architettoniche. La seconda è un vuoto: sugli altri circa 545 Comuni campani — quelli in cui vive la maggioranza della popolazione della regione — non esiste, per quanto ci risulta, alcun dato pubblico consolidato su chi abbia il piano e chi no. Non affermiamo che quei Comuni siano messi peggio o meglio dei capoluoghi: affermiamo che nessuno, oggi, può saperlo con certezza — ed è già di per sé un problema, perché un piano che nessuno controlla è un obbligo che nessuno rispetta davvero. Proprio ora, però, c'è uno strumento che riguarda tutti: un bando regionale aperto a ogni Comune della Campania, capoluogo o meno.

30% delle scuole campane accessibili per disabilità motoria — tra le percentuali più basse d'Italia (ISTAT, maggio 2026)
1 su 5 capoluoghi di provincia campani con un piano per eliminare le barriere architettoniche: solo Salerno
545 circa i Comuni campani sui quali non esiste un dato pubblico consolidato sull'adozione del piano
1,2 mln € stanziati dalla Regione, dal 10 settembre al 12 ottobre 2026, per interventi in tutti i Comuni

Che cosa dice, nel dettaglio, il dato ISTAT

Il report "L'inclusione scolastica degli alunni con disabilità — Anno scolastico 2024-2025", pubblicato dall'ISTAT il 27 maggio 2026, non si ferma alla percentuale complessiva. Scompone il problema in barriere concrete, e per il Mezzogiorno il quadro è sistematicamente peggiore che nel resto del Paese: mancano ascensori adeguati in metà degli edifici scolastici a livello nazionale, servoscala interni in oltre un terzo; nel Mezzogiorno la segnaletica visiva per gli alunni sordi è presente solo nel 12,7% delle scuole, contro il 16,5% della media nazionale; i percorsi tattili per gli alunni ciechi restano sotto il 2% ovunque in Italia.1 La Campania, insieme alla Liguria, chiude la classifica regionale sull'accessibilità fisica: 30% contro il 44% del Nord e una media nazionale intorno al 40%.1

Sono numeri che non riguardano un capoluogo in particolare: riguardano ogni edificio scolastico della regione, dalla città più grande al comune più piccolo dell'entroterra.

Il piano che dovrebbe esserci — e dove manca, per quanto è verificabile

Il PEBA non è un adempimento nato ieri. La legge 41 del 1986 lo rende obbligatorio per ogni Comune italiano: un documento che censisce gli ostacoli fisici negli edifici e negli spazi pubblici e ne programma la rimozione, con priorità e tempi. Quarant'anni dopo, un monitoraggio indipendente sui 118 Comuni capoluogo di provincia italiani — ripreso dall'ANSA il 28 febbraio 2026 — ha verificato lo stato di attuazione: 43 capoluoghi su 118 (36,4%) risultano con un piano adottato, 16 con un piano non ancora approvato, 25 con un piano in fase di realizzazione, 34 (28,8%) senza piano o con informazioni insufficienti.2

Per la Campania, lo stesso monitoraggio — ripreso dall'ANSA il 4 marzo 2026 in un articolo dedicato — è netto: tra i cinque capoluoghi di provincia, solo Salerno risulta con un PEBA, adottato con delibera di Giunta comunale ma non ancora approvato dal Consiglio.3 Per Napoli, Caserta, Avellino e Benevento non risulta alcun piano adottato. Interpellato sul punto, il Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità — una figura istituzionale prevista dalla legge regionale, che qui non nominiamo per scelta editoriale — ha dichiarato che l'assenza del piano "non rappresenta una semplice mancanza amministrativa, ma una lesione di diritti", riconducendo l'accessibilità a "una questione culturale, prima ancora che amministrativa".3

È un dato solido, ma va detto con precisione quanto vale: riguarda i cinque capoluoghi, non l'intera regione. Ad Avellino, capoluogo dell'Irpinia — una delle zone della Campania che questa rubrica non aveva ancora mai raccontato — il piano risulta assente esattamente come a Napoli o Caserta: la carenza non è un problema solo di grandi città.

🗂️ Il buco nei dati: un registro che dovrebbe esserci, e ancora non si vede

Sugli altri circa 545 Comuni della Campania — dove vive la grande maggioranza della popolazione regionale — non esiste, per quanto verificato in questa ricerca, un dato pubblico consolidato sull'adozione del PEBA. Non è che manchi l'intenzione istituzionale: sul sito del Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità è descritto un progetto, costruito insieme all'ente che rappresenta i Comuni della Campania, che ha come obiettivo dichiarato proprio l'adozione del PEBA "da parte di tutti i comuni della Campania" e la sua pubblicazione "in un registro apposito".6

Quel registro, per quanto abbiamo potuto verificare, non pubblica oggi alcun dato consultabile: nessun elenco di Comuni, nessun numero, nessuna data di aggiornamento. Il progetto esiste sulla carta. Il suo output pubblico — quello che servirebbe a un cittadino di un Comune qualunque per sapere se il proprio ente è in regola — non c'è ancora. È il punto più debole di tutta la vicenda, ed è anche la leva più semplice da azionare: un registro annunciato pubblicamente si può chiedere che venga pubblicato, con una data.

Un bando aperto in questi giorni — per tutti i Comuni, non solo i capoluoghi

Mentre la situazione sui piani resta in gran parte da verificare, sul fronte dei finanziamenti qualcosa si muove ora, ed è aperto a chiunque. Dal 10 settembre 2026 (ore 00:00) al 12 ottobre 2026 (ore 23:59) è attivo un avviso pubblico della Regione Campania, in attuazione dell'articolo 9 comma 4 della legge regionale 3/2007, che stanzia 1.200.000 euro — 600.000 per il 2026 e 600.000 per il 2027 — per l'eliminazione delle barriere architettoniche in edifici pubblici, parchi e aree a fruizione pubblica di proprietà comunale.4 Ogni Comune della Campania, non solo i capoluoghi, può presentare fino a due domande, una per ciascun intervento; il contributo massimo è di 50.000 euro per intervento, fino al 70% dei costi. Le domande si presentano online, con identità digitale SPID, CIE o CNS, sul portale della Regione.5 Gli atti di riferimento sono la Delibera di Giunta regionale n. 318 del 25 giugno 2026 e il Decreto Dirigenziale n. 582 del 7 luglio 2026.4

Non è la prima volta che la Regione mette risorse su questo fronte. Nel 2024 un decreto aveva assegnato alla Campania oltre 1,1 milioni di euro di fondi ministeriali per finanziare, nei Comuni, proprio la redazione dei piani — non solo gli interventi fisici — insieme a 3 milioni di euro di fondi europei destinati specificamente all'abbattimento delle barriere negli edifici scolastici.7 I due canali di finanziamento restano distinti: quello del 2024 finanziava la pianificazione, quello aperto ora finanzia gli interventi fisici sugli edifici comunali.

Qui sta il nodo che questo articolo vuole mettere in evidenza: un Comune che partecipa al nuovo bando senza avere un PEBA sceglierà comunque un intervento — un ascensore, una rampa, un bagno — ma lo farà senza uno strumento che gli dica quale, tra i tanti edifici pubblici del suo territorio, è il più urgente. È una valutazione della nostra redazione, non un fatto accertato: il bando non impedisce affatto ai Comuni di scegliere bene. Ma un piano serve esattamente a questo, ed è la ragione per cui la legge lo richiede da quarant'anni.

Perché è una questione di giustizia sociale

Chi paga il prezzo di scuole e uffici inaccessibili non sono le amministrazioni che non hanno approvato un piano. Sono le famiglie che ogni mattina devono verificare se la scuola del figlio ha davvero un ascensore funzionante, non solo sulla carta. Sono le persone anziane con difficoltà motorie che rinunciano a votare, a fare una visita medica, a partecipare a un'assemblea pubblica, perché l'edificio non è raggiungibile. È chi vive in un piccolo Comune dell'entroterra campano e nemmeno sa se il proprio ente abbia mai affrontato la questione, perché nessun registro pubblico glielo dice.

A decidere, per legge, sono i Consigli comunali, competenti ad approvare il PEBA, e la Giunta regionale, che ora gestisce 1,2 milioni di euro di fondi per gli interventi. In gioco non c'è solo un ascensore in più o in meno: c'è la possibilità concreta, per chi ha una disabilità, di partecipare alla vita pubblica del proprio paese — di andare a scuola, votare, lavorare, curarsi — sullo stesso piano di chiunque altro.

Chi porta il costoChi ha la competenza di decidere
Alunni con disabilità motoria in circa 7 scuole campane su 10 Comuni proprietari degli edifici scolastici e Regione — programmazione degli interventi di edilizia scolastica
Cittadini con disabilità nei Comuni privi di un piano approvato Consigli comunali — competenti per legge ad adottare il PEBA
Chi vive in un Comune su cui non esiste alcun dato pubblico sull'adozione del piano Regione Campania e l'ente che rappresenta i Comuni — responsabili del registro regionale annunciato e non ancora pubblicato
Tutti i cittadini con disabilità della regione, per l'uso dei fondi ora disponibili Giunta regionale — gestione del bando da 1,2 milioni di euro aperto fino al 12 ottobre 2026

Attori

Regione Campania, con la Giunta regionale che gestisce il bando e l'assessorato competente in materia di edilizia e barriere architettoniche. I cinque Comuni capoluogo di provincia — Napoli, Caserta, Salerno, Avellino, Benevento — e gli altri circa 545 Comuni della regione, tutti competenti ad adottare il PEBA e tutti ammessi al bando in corso. Il Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità, organismo istituzionale presso il Consiglio regionale della Campania. L'ente che rappresenta i Comuni della Campania, parte del protocollo per il registro regionale sull'adozione dei PEBA. Per policy editoriale questo giornale non riporta nomi di persone fisiche, di società commerciali o di associazioni.

⚙️ Leve d'azione, con scadenze precise

  1. Verificare presso il proprio Comune — capoluogo o piccolo centro — l'intenzione di partecipare al bando regionale entro il 12 ottobre 2026, ore 23:59, e chiedere che l'intervento scelto sia motivato da criteri di urgenza reale, non dalla semplicità realizzativa. Il bando è aperto a tutti i Comuni della Campania.
  2. Accesso civico generalizzato (art. 5, D.Lgs. 33/2013) al proprio Comune per sapere se il PEBA è stato adottato e, in caso positivo, se è stato approvato dal Consiglio comunale o resta fermo a una delibera di Giunta — risposta dovuta entro 30 giorni. È lo strumento che chiunque, in qualunque Comune campano, può usare da subito, capoluogo o meno.
  3. Sollecitare una mozione in Consiglio comunale per l'adozione o l'approvazione definitiva del piano, condizione che rafforza anche le possibilità di accesso ai fondi futuri.
  4. Accesso civico generalizzato alla Regione Campania sullo stato di avanzamento del registro regionale, annunciato dal Garante regionale, per censire l'adozione del PEBA in tutti i Comuni campani: a che punto è, quando sarà pubblicato, quali dati conterrà.
  5. Segnalazione al Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità di casi concreti di edifici pubblici o scolastici inaccessibili — canale istituzionale già previsto dalla legge regionale.

Da tenere d'occhio

Tre cose. Se e quando la Regione pubblicherà il registro regionale sull'adozione dei PEBA in tutti i Comuni campani, annunciato ma non ancora visibile. Gli esiti del bando aperto fino al 12 ottobre 2026: quali Comuni parteciperanno, e per quali interventi. E se, nei prossimi mesi, uno degli altri quattro capoluoghi campani approverà finalmente un piano — cosa che, al momento di questa ricerca, nessuna fonte consultata segnala come imminente.

Un obbligo di legge, un registro promesso, un bando aperto

La legge che impone il PEBA ha quarant'anni. Il registro che dovrebbe dire, Comune per Comune, chi lo ha rispettato e chi no è stato annunciato ma non è ancora pubblico. Nel frattempo, in Campania, solo tre scuole su dieci sono accessibili per chi ha una disabilità motoria — e questo è un dato che riguarda ogni famiglia della regione, non solo chi vive in una città capoluogo.

Il bando aperto fino al 12 ottobre 2026 è un'occasione reale, per qualunque Comune. Ma i soldi, da soli, non sostituiscono un piano. E il piano, da solo, non serve a niente se nessuno controlla che venga fatto. Chiedere al proprio Comune se ce l'ha — e chiedere alla Regione quando sarà pubblico il registro che lo dovrebbe dire per tutti — non costa nulla, e non ha bisogno di aspettare le prossime elezioni.

📐 Nota metodologica: cosa questo articolo afferma e cosa non afferma

Prima gli Ultimi utilizza esclusivamente fonti istituzionali e stampa professionale registrata. In questo articolo non compare alcun nome di persona fisica, di società commerciale o di associazione: gli enti sono citati come istituzioni e per funzione, mai attraverso chi ne ricopre le cariche.

Questo articolo afferma che, secondo il report ISTAT indicato, in Campania il 30% delle scuole risulta accessibile per disabilità motoria, con le percentuali di dettaglio riportate; che un monitoraggio indipendente sui Comuni capoluogo italiani, ripreso dall'ANSA, colloca tra i cinque capoluoghi campani la sola Salerno come dotata di un piano, adottato con delibera di Giunta e non ancora approvato dal Consiglio comunale, con le altre quattro prive di piano secondo la stessa fonte; che sul sito istituzionale del Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità è descritto un progetto per l'adozione del PEBA in tutti i Comuni campani e per la sua pubblicazione in un registro dedicato, e che tale registro non risultava pubblicare dati consultabili al momento di questa ricerca; che è aperto, con le date e gli importi indicati, un avviso pubblico regionale per il finanziamento di interventi di abbattimento barriere, rivolto a tutti i Comuni della Campania; e che nel 2024 un decreto regionale aveva assegnato alla Campania i fondi indicati per la redazione dei piani e per interventi nelle scuole. Ogni affermazione ha in nota il link alla fonte da cui è tratta.

Questo articolo non afferma che i circa 545 Comuni campani diversi dai capoluoghi siano privi di PEBA: afferma che su di essi non è stato reperito un dato pubblico consolidato, il che è cosa diversa. Non attribuisce a nessuno — persona, ufficio o amministrazione — alcuna condotta illecita, negligente od omissiva: l'assenza di un piano approvato è un fatto amministrativo verificabile, non una colpa che questo giornale attribuisce a chi oggi occupa una carica. Non afferma che il bando in corso sia stato concepito male: la valutazione secondo cui, in assenza di un piano, i Comuni rischiano di scegliere interventi non necessariamente prioritari è un'opinione della redazione, chiaramente indicata come tale nel testo.

Tre limiti dichiarati. Primo: il dato sui capoluoghi risale a un monitoraggio esterno di febbraio-marzo 2026, non nominato per policy editoriale in quanto associazione, e non riverificato da questa redazione sugli atti dei singoli Consigli comunali a settembre 2026: è possibile che la situazione sia nel frattempo cambiata in uno o più capoluoghi. Secondo: sul possibile contenuto degli allegati al decreto regionale del 2024 (che potrebbero riportare un elenco di Comuni partecipanti a un bando precedente) questa redazione non ha potuto reperire il testo integrale, e non ne riporta quindi il contenuto. Terzo: la stima di "circa 545" Comuni campani diversi dai capoluoghi è un calcolo redazionale sul numero complessivo dei Comuni della regione, non un dato certificato da una fonte unica consultata in questa ricerca.

Qualunque ente o soggetto citato in questo articolo, anche indirettamente, che ne ritenga inesatto un passaggio può scrivere a carmine.supino.74 - at - gmail.com: pubblicheremo la rettifica o la replica con lo stesso rilievo dato al testo originale, e con la stessa evidenza grafica.

🔗 Note e fonti puntuali

  1. [Fonte istituzionale] ISTAT, Report statistico "L'inclusione scolastica degli alunni con disabilità – Anno scolastico 2024-2025", pubblicato il 27 maggio 2026: dato regionale sull'accessibilità fisica delle scuole in Campania (30%), confronto Nord/Mezzogiorno, dettaglio su ascensori, servoscala, segnaletica visiva e percorsi tattili: istat.it (PDF). Comunicato stampa: istat.it
  2. [Agenzia di stampa] ANSA, 28 febbraio 2026: monitoraggio indipendente sui 118 Comuni capoluogo di provincia italiani sullo stato di attuazione del PEBA (legge 41/1986), con i dati nazionali di dettaglio: ansa.it
  3. [Agenzia di stampa] ANSA Campania, 4 marzo 2026: situazione del PEBA nei cinque capoluoghi di provincia della Campania, dichiarazione del Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità: ansa.it
  4. [Fonte istituzionale] Regione Campania, avviso pubblico ex art. 9 comma 4 L.R. 3/2007 per l'eliminazione delle barriere architettoniche: dotazione, scadenze, contributo massimo, riferimenti a Delibera di Giunta n. 318/2026 e Decreto Dirigenziale n. 582/2026: territorio.regione.campania.it
  5. [Fonte istituzionale] Regione Campania, portale servizi digitali per la presentazione delle domande al bando (SPID/CIE/CNS): servizi-digitali.regione.campania.it
  6. [Fonte istituzionale] Consiglio regionale della Campania, Garante dei diritti delle persone con disabilità, pagina "Campania Accessibile": descrizione del protocollo con l'ente che rappresenta i Comuni della Campania per l'adozione del PEBA in tutti i Comuni e la sua pubblicazione in un registro dedicato: cr.campania.it
  7. [Fonte istituzionale] Regione Campania, Decreto Dirigenziale n. 444 del 30 maggio 2024, "Avviso pubblico per l'adozione dei P.E.B.A. nei comuni e abbattimento barriere architettoniche all'interno di istituti scolastici — Esiti": finanziamento ministeriale assegnato alla Campania per la redazione dei piani comunali (oltre 1,1 milioni di euro) e finanziamento PR FESR 2021-2027 per interventi nelle scuole (3 milioni di euro): regione.campania.it (PDF)
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