Politica Nazionale

33 Miliardi per le Armi, 100 Milioni per le Devastazioni del Ciclone Harry in Calabria e Sicilia

La spesa militare annuale equivale a 330 volte lo stanziamento per l'emergenza maltempo. Il solo Ponte sullo Stretto costa quanto 147 interventi come quello per il ciclone Harry. Non sono numeri casuali. Sono scelte politiche precise.

Prima gli Ultimi  ·  25 maggio 2025  ·  5 min di lettura

Illustrazione: vigili del fuoco e volontari spalano fango dopo il ciclone Harry in Calabria
Illustrazione: I soccorsi dopo il ciclone Harry in Calabria

Dove vanno davvero i soldi

Nel 2025 la spesa militare italiana raggiunge i 33 miliardi di euro, con un aumento del 12,5% rispetto al 2024. Gli investimenti in nuove armi sono passati da 7,3 miliardi nel 2021 a 13 miliardi nel 2025: +77% in quattro anni.

Dall'inizio della legislatura Meloni: 27 nuovi programmi militari per 34,6 miliardi di euro:

Il Ponte sullo Stretto: 14,7 miliardi di euro, nonostante la Corte dei Conti abbia negato il visto di legittimità nell'ottobre 2025, evidenziando che i pedaggi non garantiscono neanche metà dei costi di manutenzione annua.

Calabria e Sicilia

Il ciclone Harry devasta il Sud. Risposta del Governo: 100 milioni di euro come prima tranche per interventi di somma urgenza.

Esistono altri investimenti: 3,8 miliardi per la SS 106 in tre anni, 1,2 miliardi dal PNRR. Ma arrivano sempre dopo l'emergenza, mai prima. Non esiste un "Piano Strategico Sud 2025-2035" con fondi certi e programmati come per gli armamenti.

La differenza tra programmare e rattoppare

✓ Programmato (certezza pluriennale)

33 miliardi/anno per la difesa

13 miliardi/anno per nuove armi

14,7 miliardi per il Ponte

✗ Emergenziale (dopo il disastro)

100 milioni per il ciclone

Fondi PNRR "a necessità"

Investimenti frammentati post-tragedia

Cosa potremmo fare con la stessa determinazione

Un piano decennale da 25-30 miliardi per Calabria e Sicilia — meno del Ponte più due anni di nuove armi — genererebbe:

La domanda che brucia

Se possiamo programmare 270 carri armati per 8,2 miliardi con quattro anni di anticipo, perché dobbiamo aspettare i disastri del maltempo per stanziare 100 milioni?

Se il Ponte va avanti nonostante la Corte dei Conti, perché la messa in sicurezza del territorio deve aspettare?

Non è un problema di soldi. È un problema di priorità.

I soldi ci sono: 33 miliardi all'anno li troviamo. La volontà politica anche: il Ponte ne è la prova. Semplicemente, un carro armato vale più di una frana. Un caccia vale più di un argine. Un ponte che non serve vale più di mille strade che crollano.

Finché sarà così, i 100 milioni post-disastro costeranno sempre più dei miliardi che avremmo dovuto investire prima.

Nota finale

Ma almeno i carri armati non affogano.

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