Il terremoto del 31 luglio ha lasciato senza casa oltre 2.300 persone tra Pozzuoli, Bacoli e Monte di Procida. Lo Stato offre un contributo mensile con importi fissati per legge. Ma sul mercato libero degli affitti nessuna norma impone un tetto, e le prime segnalazioni di rincari hanno già spinto il sindaco di Pozzuoli a chiedere l'intervento della Guardia di Finanza. Non è detto che il conto torni — ed è la parte più fragile a doverlo pagare.
Alle 17:46 UTC del 31 luglio 2026 un terremoto di magnitudo Md 4.7±0.3 (Mw 4.4±0.3) ha colpito i Campi Flegrei, nell'area tra Pozzuoli, Bacoli e il quartiere napoletano di Bagnoli.2 È l'evento sismico più energetico registrato finora nella sequenza in corso in quest'area vulcanica. Nella sola settimana tra il 27 luglio e il 2 agosto l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha contato 456 terremoti, di cui 245 con magnitudo pari o superiore a zero, concentrati in gran parte nell'area Solfatara-Pisciarelli.1
Il fenomeno di fondo — il bradisismo, cioè il lento sollevamento del suolo causato dalla pressione dei fluidi sotto la caldera — prosegue da mesi a una velocità media di circa 10±3 millimetri al mese dal febbraio 2026, per un sollevamento complessivo di circa 30 centimetri dal gennaio 2025 nella stazione di misurazione di Pozzuoli.1 Non è una novità: è un processo che l'INGV monitora e pubblica settimanalmente. La novità è l'intensità della scossa del 31 luglio, e quello che ha lasciato dietro di sé.
Duemilatrecentottantasette persone hanno lasciato la propria casa in dieci giorni. Lo Stato ha risposto con un decreto e un contributo mensile fissato per legge. Ma il contributo è un importo rigido, mentre il prezzo che deve coprire lo decide il mercato: e sul mercato libero degli affitti nessuna norma impone un tetto.
Al 10 agosto 2026, in occasione della riunione del Centro coordinamento soccorsi presso la Prefettura di Napoli, il bilancio ufficiale è di 2.387 sfollati, appartenenti a 913 nuclei familiari. Di questi, 2.260 hanno scelto la sistemazione autonoma (in genere presso parenti o in affitto), 72 sono ospitati nella struttura del Palatrincone, 9 sono stati sgomberati nel comune di Bacoli e 38 in quello di Monte di Procida. Il sindaco di Pozzuoli ha firmato 153 ordinanze di sgombero. Le verifiche di agibilità condotte dai Vigili del Fuoco erano, a quella data, quasi concluse: restavano da controllare 7 edifici, in alcuni casi perché proprietari o inquilini non erano reperibili.3
Il numero è cresciuto ogni giorno per un motivo tecnico, non per un aggravarsi improvviso del sisma: si è passati da 691 abitazioni inagibili e circa 1.700 sfollati al 6 agosto4 a 2.172 sfollati il 9 agosto5 perché le verifiche di agibilità procedono edificio per edificio, e ogni nuovo controllo negativo aggiunge famiglie al conteggio. È una crescita da lavoro amministrativo, non da nuove scosse — ma per chi la vive è comunque un'attesa che si allunga.
Il 7 agosto 2026 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale — Serie Generale n. 182 — il decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144, approvato dal Consiglio dei Ministri il 4 agosto ed entrato in vigore l'8 agosto.6 Le misure per i Campi Flegrei sono contenute in un capo dedicato del decreto e prevedono, tra l'altro, 100 milioni di euro per la riparazione e la riqualificazione sismica degli edifici danneggiati (30 milioni nel 2026, 70 nel 2027) e un Contributo di Autonoma Sistemazione (CAS) per i nuclei sgomberati.7
| Nucleo familiare | Contributo mensile | Maggiorazioni |
|---|---|---|
| 1 persona | 400 € | +200 €/mese per componente over 65 o con invalidità ≥ 67%7 |
| 2 persone | 500 € | |
| 3 persone | 700 € | |
| 4 persone | 800 € | |
| 5 persone o più | 900 € |
Il CAS viene erogato dalla data dello sgombero fino al rientro nell'abitazione, con un termine massimo fissato al 31 dicembre 2027; il finanziamento previsto è di 1,875 milioni di euro per il 2026 e 4,5 milioni per il 2027. A questo si aggiunge un contributo fino al 70% della spesa ammissibile per chi effettua volontariamente interventi di riduzione della vulnerabilità sismica sul proprio immobile — una quota più alta rispetto al 50% previsto in precedenza.7 Separatamente, la Regione Campania ha stanziato un primo milione di euro per le misure urgenti di assistenza alla popolazione di Pozzuoli,8 e il Comune di Pozzuoli ha sospeso i tributi locali per gli sfollati e per le attività commerciali colpite dalle ordinanze di sgombero.9
È qui che la vicenda cambia natura. Nei giorni successivi alla scossa il sindaco di Pozzuoli ha dichiarato pubblicamente — in una nota istituzionale ripresa dalle agenzie di stampa — che nella zona sono stati segnalati canoni di locazione saliti in modo anomalo, e ha chiesto l'intervento della Guardia di Finanza per verificare eventuali speculazioni a danno delle famiglie sfollate.10 Il Prefetto di Napoli ha confermato l'attivazione di un monitoraggio congiunto con la Guardia di Finanza e ha rivolto un appello alla proprietà immobiliare della zona, chiedendo solidarietà verso chi ha perso la casa.11
Su questo punto serve una precisazione, perché è facile dire un'imprecisione. Una rilevazione pubblica dei canoni esiste: l'Agenzia delle Entrate, attraverso l'Osservatorio del Mercato Immobiliare, pubblica quotazioni di locazione per ogni comune e per singola zona, Pozzuoli compresa.14 Il limite è un altro: quelle quotazioni escono con cadenza semestrale e fotografano il passato, quindi per definizione non possono registrare un rialzo verificatosi nelle settimane successive al 31 luglio. Quanto alle cifre circolate sulla stampa locale — canoni raddoppiati o quadruplicati — provengono da segnalazioni di categoria e non da un ente con metodologia pubblica verificabile: per questo non le riportiamo come dato consolidato.
Va detto con altrettanta precisione che uno strumento per contenere i canoni esiste già, e non va inventato. La legge sulle locazioni abitative prevede il canone concordato: contratti a canone calmierato, con fasce di importo minimo e massimo definite in sede locale dalle organizzazioni della proprietà edilizia e dai sindacati degli inquilini, in cambio di una tassazione agevolata al 10% e di una riduzione dell'IMU per il proprietario.15 Il punto è che l'adesione è facoltativa: un proprietario può sempre scegliere il contratto a canone libero e chiedere quello che il mercato è disposto a pagare. È qui che si apre lo spazio per la speculazione — non in un vuoto normativo, ma in una norma che incentiva senza obbligare.
Nei giorni scorsi diverse realtà attive sul territorio — associazioni di categoria del commercio e del turismo locale, oltre alla rete diocesana e caritativa — hanno espresso pubblicamente preoccupazione per i primi segnali di rialzo dei canoni nella zona, temendo ricadute sia sulle famiglie sfollate sia sull'economia locale in caso di allontanamento di residenti e visitatori. Alcune strutture diocesane hanno inoltre riportato danni dal sisma e avviato raccolte fondi per le famiglie coinvolte.
Il decreto stabilisce l'importo che lo Stato eroga alla famiglia sfollata, non l'importo che il proprietario può chiedere in affitto. I due valori non sono legati da alcun meccanismo: se i canoni salgono, il contributo resta fermo alle soglie fissate per legge. Chi non riesce a coprire la differenza non è però lasciato in strada — può rinunciare alla sistemazione autonoma e accettare una struttura collettiva o alberghiera, come hanno fatto le 72 persone ospitate al Palatrincone. Il costo, in quel caso, non è economico ma esistenziale: significa rinunciare a una casa propria, alla vicinanza con la scuola dei figli, al lavoro, alla rete di relazioni. Il sindaco di Pozzuoli ha chiesto pubblicamente l'intervento della Guardia di Finanza e la Prefettura ha attivato un monitoraggio congiunto: sono passi istituzionali reali, la cui efficacia si potrà valutare solo nelle prossime settimane.
Nei giorni scorsi la Regione Campania ha indicato come priorità una legge speciale per i Campi Flegrei, con risorse "certe e permanenti" per la messa in sicurezza degli edifici, la prevenzione e il sostegno al reddito dei residenti, in alternativa alla logica dello stato di emergenza rinnovato di volta in volta. Una parte delle forze di opposizione in Consiglio regionale ha invece chiesto la dichiarazione immediata dello stato di emergenza nazionale, ritenendolo lo strumento più rapido per sbloccare risorse aggiuntive. Alla data di pubblicazione di questo articolo, nessuna proposta di legge speciale risulta ancora depositata in forma definitiva in Parlamento: il confronto è politico, non ancora normativo.
I dati più recenti disponibili su base censuaria ufficiale — quelli ISTAT del 2011, gli unici organizzati in un indice comunale di vulnerabilità materiale e sociale — collocavano già allora Pozzuoli al 55° posto tra i comuni italiani per fragilità, con un'incidenza di famiglie in potenziale disagio economico del 10% (contro il 2,7% della media nazionale) e una quota di giovani fuori da lavoro e formazione al 19%.12 Sono dati datati, che vanno letti con cautela e non proiettati meccanicamente sul 2026: ma indicano che il terremoto non ha colpito un'area a caso, bensì un territorio che partiva da condizioni economiche già più esposte della media del Paese.
| Chi porta il costo | Chi ha il potere di decidere |
|---|---|
| Le 913 famiglie sgomberate, che devono trovare una sistemazione mentre il contributo pubblico è calcolato su soglie fisse | Governo — decreto-legge n. 144/2026 |
| Chi non riesce a trovare un affitto compatibile con il CAS e resta in albergo o in strutture collettive | Comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida — gestione delle domande CAS |
| Le attività commerciali dell'area, esposte a un possibile calo di residenti e visitatori | Regione Campania — fondi aggiuntivi e proposta di legge speciale |
| I proprietari onesti che affittano a condizioni eque, penalizzati dalla concorrenza di chi specula | Prefettura di Napoli — coordinamento e monitoraggio sui canoni |
Le leve esistono già, hanno canali precisi e sono in gran parte poco utilizzate dai cittadini che ne avrebbero diritto.
Il confronto politico regionale tra chi chiede lo stato di emergenza nazionale e chi punta su una legge speciale strutturale si deciderà nelle prossime settimane, e determinerà il tipo di sostegno di lungo periodo per l'area. Ad Acerra, la vicenda della falda contaminata da solventi cancerogeni raccontata da questa testata la settimana scorsa resta aperta: alla data odierna non risultano notizie pubbliche della costituzione della task force regionale richiesta dal sindaco. Sul fronte sanitario, i dati del cruscotto Agenas relativi al primo semestre 2026 indicano un miglioramento generale delle liste d'attesa, ma segnalano che quasi tre milioni di italiani attendono ancora oltre i tempi previsti per visite ed esami: un capitolo su cui torneremo con i dati disaggregati per la Campania, non appena disponibili in forma ufficiale.13
I numeri ufficiali raccontano una macchina dei soccorsi che, nei limiti delle sue possibilità, sta funzionando: verifiche quasi concluse in dieci giorni, un decreto pubblicato entro una settimana dalla scossa più forte, un contributo mensile già erogabile. Non è un dato scontato, e va riconosciuto.
Ma la stessa aritmetica ufficiale mostra una cosa non risolta: un contributo pubblico pensato per coprire un affitto può non bastare a coprirlo, se nel frattempo il mercato si muove più in fretta delle istituzioni. Le famiglie di Pozzuoli, Bacoli e Monte di Procida non stanno chiedendo un favore. Stanno chiedendo che il sostegno pubblico non venga eroso, mese dopo mese, da chi ha visto nel terremoto un'occasione.
La differenza tra un'emergenza gestita e un'emergenza subita due volte si misura nelle prossime settimane — nei controlli sugli affitti, e nella scelta tra un ennesimo stato di emergenza e una legge che dia finalmente certezze durature a chi vive sotto la caldera.
Prima gli Ultimi utilizza esclusivamente fonti istituzionali (bollettini INGV, Gazzetta Ufficiale, comunicati di Prefettura, Regione e Comuni) e stampa professionale registrata. Non utilizziamo social network, forum, blog personali, testate di parte o organizzazioni prive di metodologia pubblica verificabile come fonte di fatti, e non citiamo nomi di persone, di società o di associazioni. Quattro passaggi meritano una segnalazione esplicita: (1) l'esistenza di rincari sui canoni della zona è, allo stato, una dichiarazione pubblica del sindaco di Pozzuoli e un'iniziativa di monitoraggio della Prefettura, non un dato statistico rilevato da un ente terzo con metodologia pubblica — per questo non riportiamo cifre specifiche sui canoni, che non abbiamo trovato confermate da una fonte ammessa; (2) gli importi del contributo di autonoma sistemazione sono ricostruiti dalla ricognizione della stampa economica specializzata sul decreto-legge n. 144/2026: gli importi base (400–900 euro) e la maggiorazione fino a 200 euro mensili per componente anziano o con invalidità risultano da quella fonte, mentre non ci risulta pubblicamente chiarito se le maggiorazioni siano soggette a un tetto complessivo per nucleo — per questo non indichiamo un importo massimo assoluto; (3) il giudizio sull'adeguatezza delle risorse stanziate rispetto al fabbisogno reale riflette posizioni politiche in campo (maggioranza e opposizione regionale), non un accertamento tecnico definitivo; (4) i dati ISTAT sulla fragilità sociale di Pozzuoli risalgono al censimento 2011 e sono citati come unico riferimento ufficiale disponibile su base comunale, non come fotografia della situazione attuale.
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