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«Quaranta euro per dieci ore.» Una baracca per dormire.
E un Paese che si dice cristiano guarda altrove.

Più di un milione di persone raccoglie ciò che mettiamo in tavola, e quasi due aziende agricole controllate su tre risultano irregolari. Salario, tetto e documenti: tre ricatti che si tengono insieme. Mentre il Governo promette case, e le parole della Chiesa restano senza risposta.

📅 7 ottobre 2026  ·  🕐 Lettura: ~8 minuti  ·  📊 Fonti: INPS, Ispettorato nazionale del lavoro, Ministero del Lavoro, Gazzetta Ufficiale, ANSA, Vatican News, stampa registrata (link a piè di articolo)  ·  Prima gli Ultimi

Il prezzo di una giornata nei campi

«Quaranta euro in nero per dieci ore di lavoro.» È la cifra che la stampa riporta dall'ordinanza di una grande inchiesta sulla Piana di Sibari, in Calabria, dove a settembre sono scattate venti misure cautelari.1 Dieci ore sotto il sole per quaranta euro fanno quattro euro l'ora: meno della metà del minimo previsto dal contratto degli operai agricoli, rinnovato lo scorso maggio.2 E dai quaranta, sempre secondo quanto riportato, andavano tolti cinque euro al giorno per il trasporto e sessanta al mese per il posto dove dormire, in alloggi con venti persone per unità.

Sono accuse, e come tali vanno trattate: nessuna sentenza, e vale per tutti la presunzione di innocenza. Ma chi pensa che sia una storia calabrese, o meridionale, si sbaglia. Il 1° ottobre, in una vigna del Monferrato, in Piemonte, i Carabinieri e l'ispettorato hanno trovato quindici lavoratori che, stando a quanto riportato, prendevano due euro l'ora e dormivano su materassi a terra in una casa fatiscente.3 Tre denunce, l'attività sospesa. Denunce, non condanne. Ma il quadro, da Nord a Sud, è lo stesso.

E torna anche in Campania. Il 7 ottobre l'ANSA ha riferito di un'indagine durata oltre due anni tra Villa Literno e Mondragone, in provincia di Caserta, condotta dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere con i Carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro: secondo quanto riportato, si ipotizza un lavoro fino a quattordici ore al giorno, sette giorni su sette, per tre o quattro euro l'ora, per un gruppo che arriverebbe a ottanta persone al giorno, in gran parte prive di permesso di soggiorno.4 Anche qui sono ipotesi di reato, non sentenze: per le persone coinvolte vale la presunzione di innocenza.

oltre 1 mln operai agricoli dipendenti in Italia (INPS, dati 2024)
2 su 3 aziende agricole controllate trovate irregolari nel 2025 (Ispettorato del lavoro; controlli mirati)
4 € l'ora la paga che emerge dalle accuse di un'inchiesta in corso in Calabria (ipotesi, nessuna sentenza)
fino a 60 mln il nuovo piano alloggi per i lavoratori stagionali nel decreto-legge di agosto

Un sistema, non un incidente

Quanti sono, e quanto pesa il problema? Gli operai agricoli dipendenti in Italia hanno superato il milione,5 e nel 2025 l'Ispettorato nazionale del lavoro ha trovato violazioni in quasi due aziende agricole su tre tra quelle controllate.6 Va detto con onestà: i controlli sono mirati, vanno dove si sospetta il problema, quindi quel dato non misura l'intero settore. Ma dice una cosa semplice: quando si va a guardare, si trova.

Chi lavora nei campi è tenuto per il collo da tre fili che si intrecciano: il salario, che è basso o in nero; il tetto, che dipende spesso da chi ti dà il lavoro; i documenti, perché per molti il permesso di soggiorno vive solo finché dura un contratto. Se perdi il lavoro, perdi la casa e rischi di perdere i documenti. Chi denuncia gioca tutto insieme. Per questo parliamo di sistema e non di «mele marce». Questa è una valutazione della redazione.

La baracca come condizione del contratto

Prendete Borgo Mezzanone, nel Foggiano: d'estate ci vivono, secondo le stime riportate dalle agenzie, circa cinquemila persone, tra baracche di lamiera e rifiuti.7 È uno dei luoghi simbolo di una questione che lo Stato dice di voler risolvere da anni. Per superare i ghetti il PNRR ha messo 200 milioni;8 ma secondo la relazione della Corte dei conti riportata dalla stampa, in tre Comuni del Foggiano oltre 90 milioni di quei fondi rischierebbero la revoca.9 L'ultimo capitolo è il decreto-legge di agosto, che prevede un nuovo piano alloggi e la proroga del Commissario fino al 2030: nel testo pubblicato in Gazzetta lo stanziamento è di «fino a 60 milioni», a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione.10 Sessanta milioni per tutto il Paese, a fronte di un problema che da anni si misura in migliaia di persone nelle baracche.

A San Ferdinando, in Calabria, a fine luglio è partito lo sgombero della tendopoli, con la promessa di alloggi a canone sostenibile «per i migranti regolari».11 Ed è qui che la domanda diventa scomoda: e gli irregolari? Dove vanno, a chi chiedono un tetto, per chi lavoreranno?

Il ricatto dei documenti

Il permesso per lavoro stagionale dura al massimo nove mesi.12 Ogni anno ci sono quote d'ingresso (per il 2026, oltre quarantamila in agricoltura13) ma chi un permesso non ce l'ha, o lo perde, un contratto regolare non lo può avere: l'unico lavoro possibile è quello in nero. È una nostra lettura della norma, ma è difficile non vederla.

Una tutela esiste, e va detto: la legge prevede un permesso speciale per chi subisce «particolare sfruttamento lavorativo» e collabora con la giustizia.14 Quanti ne vengano rilasciati ogni anno, però, non siamo riusciti a ricavarlo da fonti ufficiali: è uno dei dati da chiedere, e più avanti spieghiamo come.

Quello che la legge chiama reato

Il codice penale ha un nome per tutto questo: intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, articolo 603-bis.15 Nel solo 2025 gli ispettori hanno registrato oltre duecento accertamenti in agricoltura.6

Poi ci sono i fatti di cronaca, che riportiamo senza trarne conclusioni e senza accostarli. Il 1° giugno, ad Amendolara, in provincia di Cosenza, quattro braccianti sono morti; un procuratore ha parlato di «gravità inaudita», due persone sono state fermate e il fermo è stato convalidato, e secondo l'ipotesi investigativa riportata dalla stampa all'origine ci sarebbe una ritorsione dopo la richiesta di un contratto regolare.16 Le indagini sono in corso, e vale la presunzione di innocenza. Nell'inchiesta calabrese di settembre, poi, le accuse contestate comprendono associazione, estorsione, sfruttamento e anche riduzione in schiavitù.1 Sono ipotesi di reato. Non affermiamo alcun nesso tra i procedimenti: li citiamo perché mostrano, in forma di cronaca, ciò che l'ispettorato conta ogni anno in forma di numeri.

Le misure del Governo

Le cose che non tornano. Un piano alloggi da «fino a 60 milioni». Un PNRR con fondi che rischiano di sfumare. Controlli che trovano irregolarità ovunque guardino, senza che questo produca un cambio di passo. E poi quello che, tra le fonti consultate, alla data odierna non risulta: una mappa pubblica, Comune per Comune, dei progetti di alloggio; i dati ufficiali sul permesso per sfruttamento; una risposta chiara per i lavoratori senza permesso nei piani abitativi; un legame più stretto fra gli aiuti europei dell'agricoltura e il rispetto di salari e intermediazione, che oggi la condizionalità sociale della PAC copre solo in parte.17 Sono valutazioni nostre, e tali le dichiariamo.

La doppia morale

Le parole, in questa storia, non mancano. Papa Francesco, nel 2020, disse dei braccianti: «Purtroppo tante volte vengono duramente sfruttati. È vero che c'è crisi per tutti, ma la dignità delle persone va sempre rispettata».18 Papa Leone XIV, il 21 giugno scorso, ha detto che «nessuno può voltarsi dall'altra parte» di fronte a chi cerca protezione (parole pronunciate per i rifugiati, che qui applichiamo, dichiarandolo, a chi lavora nei nostri campi).19 I vescovi calabresi, ad Amendolara, hanno gridato «basta con il silenzio sporco delle convenienze».20 E Avvenire ha ricordato che quei quattro «non erano manodopera anonima, ma persone con un nome, una storia e una famiglia».21

La Chiesa, dunque, non tace. Non è lei sotto accusa. A tacere, oppure a parlare senza agire, è la doppia morale di un Paese che rivendica le radici cristiane nei comizi (ne abbiamo scritto commentando il silenzio di chi invoca le radici cristiane mentre le bombe cadono sul Libano) e poi non conta, non cerca, non paga chi ne tiene in piedi la tavola: istituzioni che scrivono «dignità» nei decreti e lasciano che il tetto sia una baracca; consumatori che chiedono il prezzo più basso senza chiedere come ci arriva; filiere che l'ispettorato trova irregolari in due casi su tre. È un giudizio della nostra redazione, rivolto al Paese e alle sue istituzioni, non a singole persone né a categorie.

⚙️ Che cosa si può fare

  1. Chiedere i numeri del proprio territorio. Con l'accesso civico generalizzato (art. 5 del D.Lgs. 33/2013, risposta entro trenta giorni) ogni cittadino e ogni associazione può chiedere all'Ispettorato del lavoro quante ispezioni e quanti accertamenti per sfruttamento sono stati fatti nella propria provincia, e al Ministero del Lavoro quanti permessi per sfruttamento sono stati rilasciati.
  2. Chiedere dove sono le case. Alla struttura commissariale e alla Regione si può chiedere, con lo stesso strumento, l'elenco dei progetti di alloggio con importi, posti e date di consegna.
  3. Portare il tema in Consiglio comunale. Nei Comuni agricoli si può chiedere a un consigliere di presentare una mozione per un cronoprogramma pubblico e per destinare agli alloggi immobili comunali o confiscati.
  4. Segnalare. Chi vede sfruttamento può rivolgersi all'Ispettorato territoriale del lavoro o al 112. Prima gli Ultimi non raccoglie segnalazioni individuali.
  5. Portarlo in Europa. Una petizione al Parlamento europeo (art. 227 TFUE) può chiedere di legare più strettamente i pagamenti della PAC a retribuzioni e intermediazione, con l'aspettativa realistica che sia un percorso lungo.
  6. Partire dalla tavola. Chiedere criteri di filiera negli appalti delle mense pubbliche è un'idea che va valutata con chi ne ha la competenza.

Da tenere d'occhio

I primi bandi e le prime assegnazioni del piano alloggi. E, per le famiglie campane, l'abbonamento gratuito ai trasporti per gli studenti dal 2026/27 (11-26 anni, ISEE fino a 35.000 euro): un'opportunità concreta di cui parleremo.

Prima di commuoverci, contiamoli. Prima di contarli, pagateli.

Chi raccoglie i pomodori, l'uva e le arance che ci arrivano a casa non chiede pietà: chiede che il lavoro sia pagato, il tetto sia un tetto e i documenti non siano un guinzaglio. Se un Paese che si dice cristiano non sa garantire questo, non ha bisogno di nuove parole.

Ha bisogno di numeri pubblici, di cronoprogrammi, di controlli e di coerenza. E noi dobbiamo chiederglieli.

📐 Nota metodologica: cosa questo articolo afferma e cosa non afferma

Prima gli Ultimi utilizza esclusivamente fonti istituzionali, agenzie di stampa e stampa registrata. In questo articolo non compare alcun nome di persona fisica, di società commerciale o di associazione, né la nazionalità di vittime o indagati: enti e uffici sono citati per funzione, i luoghi per ciò che sono. Le autorità religiose sono citate per ruolo e con le loro parole esatte.

Questo articolo afferma ciò che risulta dai dati ufficiali citati (INPS, Ispettorato nazionale del lavoro, Ministero del Lavoro, decreto-legge di agosto) e che nelle date indicate la stampa ha riportato i fatti di cronaca descritti.

Questo articolo non afferma la responsabilità di alcuna persona o impresa: le paghe, le condizioni e i reati citati sono ipotesi d'accusa o denunce riportate dalla stampa su indagini in corso, senza sentenze, e per tutti vale la presunzione di innocenza. Non affermiamo alcun collegamento tra i procedimenti. «Guarda altrove» e «doppia morale» sono giudizi politici della redazione, rivolti al Paese e alle sue istituzioni, non alla Chiesa né a singole persone o categorie, nell'esercizio del diritto di critica.

Limiti dichiarati. Primo: le cifre sulle paghe (quaranta euro per dieci ore; due euro l'ora; tre o quattro euro l'ora nel Casertano) non sono fatti accertati; per l'indagine casertana la fonte è una sola agenzia. Secondo: il tasso di irregolarità si riferisce alle sole ispezioni definite, che sono mirate. Terzo: il minimo contrattuale è quello riportato dalla stampa sul rinnovo del 28 maggio 2026, da confrontare con la tabella ufficiale. Quarto: lo stanziamento del piano alloggi («fino a 60 milioni») è quello del decreto-legge 144/2026 secondo più fonti; il decreto è stato convertito dalla legge 5 ottobre 2026, n. 174 (Gazzetta del 6 ottobre), ma non abbiamo potuto leggerne il testo coordinato, quindi l'importo potrebbe essere stato modificato. Quinto: la frase del Papa del 21 giugno era riferita ai rifugiati. Sesto: non abbiamo trovato dati ufficiali sui permessi per sfruttamento rilasciati, né dati sulla quota di lavoratori stranieri in agricoltura.

Qualunque ente o soggetto citato in questo articolo, anche indirettamente, che ne ritenga inesatto un passaggio può scrivere a carmine.supino.74 - at - gmail.com: pubblicheremo la rettifica o la replica con lo stesso rilievo dato al testo originale.

🔗 Note e fonti puntuali

  1. [Stampa registrata] Il Post, 02/09/2026 e 03/09/2026, inchiesta sul caporalato nella Piana di Sibari (20 misure cautelari; paghe, trattenute e alloggi secondo l'ordinanza; ipotesi di reato contestate): ilpost.it (2/9) · ilpost.it (3/9)
  2. [Stampa specializzata] Rinnovo del contratto collettivo degli operai agricoli e florovivaisti 2026-2029, 28/05/2026, aumenti e minimi: pmi.it
  3. [Agenzia di stampa] ANSA, 01/10/2026, controllo in una vigna del Monferrato: ansa.it
  4. [Agenzia di stampa] ANSA, 07/10/2026, indagine tra Villa Literno e Mondragone (Caserta): ansa.it
  5. [Fonte istituzionale] INPS, Osservatorio statistico sul mondo agricolo, novembre 2025 (1.019.177 operai agricoli dipendenti nel 2024): inps.it (PDF)
  6. [Fonte istituzionale] Ispettorato nazionale del lavoro, Rapporto annuale sull'attività di vigilanza 2025 (agricoltura: 10.044 ispezioni; 64,8% di irregolarità sulle ispezioni definite; 227 accertamenti ex art. 603-bis c.p.): ispettorato.gov.it (PDF)
  7. [Agenzia di stampa] ANSA, 23/08/2026, «Borgo Mezzanone, a Foggia il ghetto degli ultimi» (stime di presenza): ansa.it
  8. [Fonte istituzionale] Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, PNRR M5C2 Investimento 2.2 (dotazione 200 milioni): lavoro.gov.it
  9. [Stampa registrata, su relazione della Corte dei conti] StatoQuotidiano, 13/05/2026, rischio di revoca dei fondi PNRR in tre Comuni del Foggiano: statoquotidiano.it
  10. [Fonte istituzionale e stampa] Decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144, Gazzetta Ufficiale n. 182 del 7/8/2026, convertito dalla legge 5 ottobre 2026, n. 174 (GU del 6/10/2026): testo del decreto (PDF, copia su sito pubblico) · StatoQuotidiano, 16/09/2026 · sintesi dei Consulenti del lavoro, 28/08/2026 · legge di conversione 174/2026
  11. [Stampa registrata] Avvenire, 29/07/2026, inizio dello sgombero della tendopoli di San Ferdinando: avvenire.it
  12. [Fonte istituzionale] Regione Toscana, domande frequenti sul permesso per lavoro stagionale (durata massima nove mesi): regione.toscana.it
  13. [Fonte istituzionale] Ministero del Lavoro, flussi 2026, attribuzione delle quote per lavoro stagionale (nota n. 64 del 12/1/2026; 40.075 ingressi in agricoltura): lavoro.gov.it
  14. [Stampa specializzata] Il Sole 24 Ore, 17/02/2023, il permesso di soggiorno per le vittime di particolare sfruttamento lavorativo (art. 22, comma 12-quater, D.Lgs. 286/1998): ilsole24ore.com
  15. [Fonte normativa] Codice penale, art. 603-bis, «Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro» (come modificato dalla legge 199/2016): normattiva.it
  16. [Stampa registrata] Il Post, 06/06/2026, indagini sui fatti di Amendolara: ilpost.it · L'Adige, 03/06/2026, dichiarazioni del procuratore: ladige.it
  17. [Stampa specializzata] La condizionalità sociale nella PAC 2023-2027: pianetapsr.it
  18. [Fonte ufficiale della Santa Sede] Vatican News, 06/05/2020, appello del Papa per i braccianti agricoli: vaticannews.va
  19. [Fonte ufficiale della Santa Sede] Vatican News, 21/06/2026, appelli dopo l'Angelus nella Giornata mondiale del rifugiato: vaticannews.va
  20. [Stampa registrata] Il Quotidiano del Sud, 05/07/2026, i vescovi calabresi ad Amendolara: quotidianodelsud.it
  21. [Stampa registrata] Avvenire, 04/06/2026, «Dal caporalato ai nuovi invisibili. Le schiavitù che non vediamo»: avvenire.it
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