In Campania le lezioni ricominciano martedì 15 settembre 2026. Nel Comune di Salerno le famiglie possono chiedere l'assistente specialistico per il proprio figlio con disabilità fino al 15 settembre 2026: lo stesso giorno in cui suona la campanella. Nell'ambito del basso Cilento la scadenza è il 28 agosto, diciotto giorni prima. Nessuno ha sbagliato: è il calendario amministrativo, ed è fatto così ogni anno.
C'è un bambino, a Salerno o a Sapri, che senza una persona accanto non riesce a stare in classe. Non a imparare: proprio a stare. Ha bisogno di qualcuno che lo aiuti a comunicare, a spostarsi, a non farsi male, a non restare solo mentre gli altri fanno lezione. Quella persona si chiama assistente specialistico all'autonomia e alla comunicazione, e non la paga la scuola: la pagano i Comuni, con i soldi che arrivano dalla Regione.
Per averla, la famiglia deve fare domanda. E qui il calendario si complica.
La Regione Campania ha deliberato i fondi a febbraio. Le lezioni cominciano il 15 settembre. Ma nel capoluogo salernitano le domande si accettano fino al 15 settembre, e nel basso Cilento fino al 28 agosto. Un bando che si chiude il primo giorno di scuola non può produrre un operatore in aula il primo giorno di scuola: dopo la scadenza servono l'istruttoria, l'abbinamento con gli enti accreditati, i contratti. È una regola aritmetica, non un'accusa a nessuno. Il punto è che questo scarto si ripete ogni anno, e a pagarlo sono sempre le stesse famiglie.
Un bambino senza sostegno non è un fascicolo in attesa di istruttoria. È un bambino che entra in una classe dove non riesce a stare, davanti a un'insegnante che fa quello che può, con una famiglia che alle otto del mattino deve decidere se portarlo a scuola o tenerlo a casa. Ogni settimana di attesa è una settimana di quella scelta lì.
E non è un problema di soldi mancanti: i 13,5 milioni sono deliberati da febbraio. È un problema di calendario. Le famiglie del Nord e quelle del Sud fanno la stessa domanda, ma non aspettano lo stesso tempo. I numeri nazionali dicono che il divario esiste ed è misurato: secondo l'Istat, nell'anno scolastico 2024/2025 gli alunni con disabilità in Italia erano 377mila, il 4,8% degli iscritti, 18mila in più dell'anno prima; ricevono in media 9,2 ore settimanali di assistente all'autonomia, che salgono a 11 in caso di gravi limitazioni. Ma il 4,3% di loro, pur avendone bisogno, l'assistente non ce l'ha affatto — e nel Mezzogiorno la quota sale al 4,9%, contro il 4,1% del Nord.6
Lo stesso rapporto misura le scuole, non solo gli alunni: al Sud è a norma sull'accessibilità il 35% degli edifici, contro il 44% del Nord, e il 75% delle scuole meridionali dichiara di aver bisogno di postazioni informatiche adattate che non ha, contro il 65% della media nazionale. Da un dato, però, il Mezzogiorno esce meglio di tutti: gli insegnanti di sostegno privi di formazione specifica sono l'11% nelle scuole del Sud, contro il 32% di quelle del Nord. Chi sta in aula al Sud, mediamente, è più preparato. È tutto il resto — i muri, gli strumenti, i tempi dell'amministrazione — a non reggere.
| Chi porta il costo | Chi ha il potere di decidere |
|---|---|
| Le famiglie che presentano domanda a settembre e aspettano l'operatore a servizio già iniziato | I Comuni e gli ambiti territoriali, che fissano le finestre dei bandi |
| Gli alunni che restano senza assistente pur avendone diritto — il 4,9% nel Mezzogiorno | Regione Campania, che riparte i fondi agli ambiti e ne detta i tempi |
| Le famiglie che non sanno quando il servizio partirà davvero, perché nessun atto lo dichiara | Uffici di Piano di Zona, titolari della programmazione sociale d'ambito |
Abbiamo cercato, negli avvisi pubblici consultati per questo articolo, la data in cui il servizio comincia. Non c'è. Gli avvisi dicono quando si presenta la domanda, non quando l'operatore entra in classe. È l'informazione che alle famiglie serve di più, ed è l'unica che manca.
Non è un dettaglio burocratico: è la differenza tra un diritto esigibile e un diritto annunciato. Se un atto pubblico dichiarasse «il servizio parte il giorno X», quella data diventerebbe un impegno verificabile, e un eventuale ritardo diventerebbe contestabile. Finché non c'è, l'attesa non ha un colpevole e nemmeno una fine scritta.
Regione Campania, assessorato alle Politiche sociali, che ripartisce i 13,5 milioni per l'assistenza specialistica e i 7,3 per il trasporto. I Comuni capofila degli ambiti territoriali salernitani e i rispettivi Uffici di Piano, che pubblicano gli avvisi e gestiscono le graduatorie. Il Comune di Salerno per l'ambito del capoluogo. Gli enti del terzo settore accreditati, che forniscono materialmente gli operatori. Le istituzioni scolastiche autonome, che redigono i PEI da cui discende il fabbisogno. Associazioni familiari e comitati seguono la vicenda sul territorio, ma per policy editoriale questo giornale non ne riporta i nomi.
Prima gli Ultimi utilizza esclusivamente fonti istituzionali e stampa professionale registrata. In questo articolo non compare alcun nome di persona fisica né di associazione, per policy editoriale del giornale; i soggetti citati (Regione, Comuni, Uffici di Piano) sono designazioni istituzionali riferite ad atti amministrativi, non giudizi su chi ricopre quei ruoli.
Cosa questo articolo afferma e cosa non afferma. Afferma che le finestre dei bandi consultati si chiudono il 15 settembre (Salerno) e il 28 agosto (ambito S09), e che le lezioni iniziano il 15 settembre: sono date pubblicate in atti e avvisi verificabili, linkati qui sotto. Non afferma che il servizio sia partito in ritardo in un determinato anno o in un determinato comune: non siamo riusciti a reperire atti che dichiarino le date effettive di avvio, e per questo la richiesta di quei dati è una delle leve d'azione proposte. La distanza tra la chiusura del bando e l'inizio delle lezioni è un dato di calendario; le sue conseguenze concrete restano da documentare ed è quello che chiediamo di fare.
Quattro limiti dichiarati. Primo: abbiamo esaminato due ambiti salernitani su tutti quelli esistenti in provincia, scelti perché i loro avvisi erano pubblicati e consultabili online — non sono un campione statistico e non autorizzano a estendere il quadro all'intera provincia. Secondo: la delibera regionale da oltre 20 milioni è riportata da stampa professionale specializzata, non abbiamo consultato il testo integrale dell'atto. Terzo: i dati Istat citati si riferiscono all'anno scolastico 2024/2025 su base nazionale e per ripartizione geografica, non alla sola Campania né alla sola provincia di Salerno. Quarto: la finestra del Comune di Salerno resta aperta fino al 15 settembre, quindi una parte delle domande arriva molto prima della scadenza e per quelle l'istruttoria può essere già conclusa.
Chiunque sia citato in questo articolo, anche indirettamente tramite il proprio ruolo istituzionale, o ne ritenga inesatto un passaggio, può scrivere a carmine.supino.74 - at - gmail.com: pubblicheremo la rettifica o la replica con lo stesso rilievo dato al testo originale.
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